I segni della guerra. Pisa 1915-1918

I segni della guerraLa mostra I segni della guerra è allestita molto bene nel Palazzo Blu di Pisa. Contemporaneo l’allestimento, con il supporto di filmati, diapositive e inserti video che rappresentano il punto di vista di due personaggi reali, Antonio Ceccotti e Ivo Stojanovich. Socialista il primo, interventista il secondo, spiegano allo spettatore il loro punto di vista in diversi momenti della loro partecipazione alla guerra, con voci e volti prestate da attori – tra l’altro da lodare la correttezza uniformologica dei costumi, particolare non sempre curato in questo genere di eventi.

Il taglio è sociologico e non poteva essere altimenti visto che il curatore è il prof. Antonio Gibelli che insegna Storia Contemporanea a Genova, a cui vanno i miei complimenti. Quindi, dopo le sale introduttive con esposizione di uniformi, armi e cimeli vari, spazio alla storia ‘dal basso’ ben documentata attraverso letture di brani di lettere da e verso il fronte, fotografie, cartoline. Ho trovato particolarmente emozionante una pila di cartoline spedite da soldati e prigionieri italiani alle famiglie attraverso la rete dei cappellani militari ed ora conservate nell’archivio diocesano di Pisa.

Molto interessanti anche le foto d’epoca della città, segnata dalla guerra non perchè vicina al fronte, ma per la partecipazione di molti suoi abitanti. Anche il tema del ricordo e della celebrazione dei caduti a Pisa è un tema svolto bene dalla mostra.

Se altre città seguissero l’esempio de I segni della guerra farebbero un gran servigio ai loro cittadini. Assolutamente consigliata.

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